24 gen 2017

Polpette di pane senza glutine con Asiago e speck





Questa sfiziosa ricetta l’ho scovata grazie a Pinterest su questo sito e ho pensato subito di riproporla in casa mia in versione senza glutine. Ho leggermente variato il ripieno e apportato qualche piccola modifica alla ricetta base e ovviamente ho utilizzato pane senza glutine.
Ho scelto l'unico pane in cassetta che acquisto di solito e che è
il Classico del Mastro Panettiere Schaer


Schaer propone diverse alternative come le interessanti proposte Vital e Cereali
con tante fibre e semi oleosi oltre che farine alternative quali sorgo e castagne
che conferiscono anche un gusto più rustico al classico pane bianco.
 


Le mie polpette di pane senza glutine, abbinate ad una fresca insalata e a degli spinaci 
lessi conditi con olio e limone, sono stati davvero un'ottima cena. 
Se avete voglia di provare invece le mie pugliesissime Polpette di uova 
le trovate qui in questo post.

Procediamo dunque alla preparazione che, potete anche anticiparvi alla sera precedente 
e conservare il frigo fino al momento di friggere (o anche in freezer, perché no).

Ingredienti per circa 15 polpette:

Per le polpette
1 confezione di pane Schaer Mastro Panettiere
120 ml di latte
2 cucchiai di parmigiano o pecorino grattugiato 
1 uovo
1/2 cucchiaino di sale
40 gr di speck a fiammifero senza glutine
40 gr di formaggio Asiago tagliato a cubetti
Per la panatura
1 uovo
Farina Mix it!
Pan Gratì Schaer
Per friggere
Olio di oliva oppure olio di riso oppure olio di arachidi

Prelevare 250 gr di pane (eliminare la prima e l’ultima fetta che sono più spesse e ricche di crosta) sbriciolarlo e coprirlo con il latte. Lasciare in ammollo fino a quando il latte non sarà assorbito e aggiungere l’uovo,  il parmigiano e il sale. Amalgamare completamente.
Disporre la farina Mix it! In un piattino e infarinandosi leggermente le mani 
prelevare una piccola quantità di impasto formando una polpetta. 
Con il dito appiattire leggermente il centro della polpetta a formare un incavo 
e inserirvi due cubetti di formaggio e due fiammiferi di speck. 
Richiudere la polpetta e arrotondarla perfettamente. 
Continuare così con tutto l’impasto.
Procedere all’impanatura sbattendo leggermente l’uovo con un pizzico di sale 
in una ciotola e versando il pangrattato in un’altra.
Passare le polpette nell’uovo, sgocciolarle e passarle poi nel pangrattato.
Scaldare in un wok  mezzo litro di olio e friggervi le polpette 5 per volta rigirando spesso.
Servire ben calde accompagnando con verdure lesse o crude.
               

22 gen 2017

Il profumo delle foglie di limone



Come spesso accade…i best sellers mi deludono!
Era già accaduto con questo libro che non ho proprio digerito e lo stesso è accaduto 
altre volte con titoli molto enfatizzati dalla critica che invece a me non sono per niente piaciuti. 
Una cosa però ho imparato: non li compro più ma li prendo in prestito, 
almeno i soldi di un’edizione costosa li avrò risparmiati no?
Veniamo a questo romanzo. Thriller psicologico dicono…ma a me di tensione 
non ne ha messa nemmeno un po’. La trama è interessante e a mio avviso poteva 
essere sfruttata meglio. Il tema della Shoah ha da sempre un ascendente notevole su di me 
eppure questa volta mi è sembrato essere inserito in una dimensione unicamente 
da romanzo che da testimonianza reale e che pertanto non è stata per nulla coinvolgente o toccante.
Il racconto l’ho trovato davvero molto lento e ripetitivo; l’autrice, nel tentativo vano di rendere più interessanti i personaggi, si lancia in descrizioni dettagliate e ripetute delle loro azioni e dei loro pensieri del tutto inutili. Julian che continuamente parla della sua preoccupazione di assicurare serenità a sua figlia lontana, Julian che impavido oltre ogni limite (ultraottantenne) si espone a pericoli senza che gli succeda mai nulla, Julian che per un quarto del libro fa appostamenti senza alcun risultato elencando tutti i tipi di medicine che deve ingollare dall’alba al tramonto. 
Credo di aver cominciato ad entrare nella storia come minimo da pagina 100 in poi!
Anche la protagonista femminile non tocca le corde del cuore e appare subito alquanto sciocca la sua immediata fiducia riposta in due sconosciuti dai quali decide perfino di trasferirsi! 
Allo stesso modo, appare il suo capitolare nei confronti di un 
pericoloso elemento di cui si innamora in tre secondi netti.
Del tutto deludente poi il finale. 
Ho letto in giro che l’autrice abbia volutamente lasciato in sospeso la parte finale 
della storia perché aveva in mente di scrivere un seguito (peraltro giù pubblicato) 
ma la mia delusione non deriva da qualcosa lasciato incompleto quanto piuttosto 
da qualcosa che non è mai successo. 
Per tutto il libro aspetti una rivelazione, un colpo di scena, una svolta…ma niente!
Alla fine la sensazione che ci rimane non è (come si vuol far credere) che il male trionfi sempre 
ma è invece ovvio che per punire gli ingiusti ci vogliono le persone e i metodi giusti 
e ai nostri protagonisti sono davvero mancati
Bene, il mio parere su questo libro non è proprio positivo … 
ditemi almeno che il sequel è più interessante ;)


LA TRAMA

Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c'è nessuno, e l'aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell'inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mathausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Ora, forse, può smascherarli e Sandra è l'unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. Adesso Sandra l'ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché ciò che è successo non cada nell'oblio.

20 gen 2017

Maple-pecan shortbread di Martha Stewart senza glutine



Penso che uno degli investimenti più azzeccati fatto sui libri di cucina, 
sia proprio sta sui COOKIES di Martha Stewart. 
Non solo lei come ben noto è sempre super precisa e affidabile, 
ma i suoi biscotti sono davvero tutti, tutti ma proprio tutti da provare!
Ultimamente vi avevo parlato di questi Cutouts buonissimi e belli da regalare, 
ma in passato avevamo anche gustato queste deliziose Girandole ai fichi
oppure questi speciali Cantucci al cioccolato e pistacchio.
 Cercate il Tag Martha Sterwart e scegliete con comodo ;)

Gli Shortbread che vi propongo oggi sono altrettanto spettacolari con l’aroma inconfondibile dello sciroppo d’acero che così tanto conferisce personalità ai dolci e poi con le noci Pecan, più delicate delle nostre noci e molto scenografiche. Sono veloci da preparare e come al solito potete attrezzarvi in due fasi diverse e suddividere la fatica anche su due giorni. Bene…al lavoro!


Ingredienti per 42 biscotti

2 ¼ cups di farina multiuso
½ cup di farina per dolci

Per me 385 gr di Mix di farine naturali  senza glutine per Biscotti e Crostate
½ teaspoon di sale  (un pizzico)
½ cup di noci pecan tritate finemente (60 gr)
 42 metà intere di noci pecan per decorare
¾ cup di zucchero semolato (130 gr)
2 stick o 1 cup di burro a temperatura ambiente (225 gr)
¼ cup di sciroppo d’acero (60 gr)
1 tuorlo
¼ teaspoon di estratto di acero (io di vaniglia pura)
1 uovo leggermente sbattuto
Turbinado sugar (che io ho sostituito con quello che vedete in foto)



Setacciare le farine con il sale e disporle in una ciotola con le noci tritate finemente.
Nella ciotola del Kenwood mettere ora lo zucchero e il burro, montare la frusta gommata 
e lavorare a velocità alta fino a montare il composto e farlo diventare bianco (circa 1 minuto). Aggiungere lo sciroppo d’acero, il tuorlo e la vaniglia e lavorare ancora a velocità media amalgamando tutti gli ingredienti.  Abbassare la velocità e continuando a lavorare unire gradualmente il mix di farine. Avvolgere l’impasto in pellicola trasparente per alimenti e mettere in frigo
per un paio d’ore o anche per tutta la notte.
Trascorso questo tempo, preriscaldare il forno a 200° statico.
Spolverare una spianatoia con farina di riso finissima senza glutine e stendervi l’impasto ad un’altezza di poco meno di mezzo centimetro, aiutandosi con un mattarello. Usando un taglia biscotti rotondo del diametro di 5 cm. tagliare tutti i biscotti e disporli su una leccarda rivestita di carta da forno. Sbattere l’uovo e pennellare la superficie dei biscotti. Disporre la metà della pecan su ogni biscotto esercitando una leggera pressione e distribuire lo zucchero in cristalli sulla superficie.
Cuocere i biscotti per 15  minuti rotando la teglia a metà cottura.
Estrarli da forno e lasciarli raffreddare completamente su una gratella.
Si conservano molto bene in un contenitore ermetico per 5/7 giorni
 

Buon Gluten Free (Fri)day a tutti voi!


17 gen 2017

Carciofi ripieni senza glutine


 Fra un po' finiranno gli ultimi carciofi romaneschi e bisognerà aspettare
ancora qualche mese per trovarne in primavera.
Nel frattempo vi lascio una ricetta che all'apparenza potrebbe sembrare
trita e ritrita ma in realtà è una di quelle preparazioni di cui ognuno
ha la propria versione. Questa è la mia 😋
 
 
Ingredienti:
6 carciofi
100 g di pancetta affumicata senza glutine
100 g di mozzarella
1 tuorlo
2 limoni non trattati
4 cucchiai di pangrattato senza glutine
3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
prezzemolo fresco
sale e pepe
250 ml di brodo vegetale

Lavate i limoni, grattugiatene la buccia e tenetela da parte.
Disponete dell’acqua in una ciotola, spremeteci dentro il succo di uno dei due limoni e lasciate quest’ultimo nell’acqua.  Tagliate a metà l’altro limone e tenete da parte.
Tagliate i gambi ai carciofi pareggiandone la base e cominciate a sfogliarli eliminando le foglie esterne più dure. Tagliate la punta, massaggiate il carciofo con il limone per non farlo annerire e tuffatelo nella ciotola con l’acqua acidulata. Procedete in questo modo con tutti i carciofi.
In un’altra ciotola mescolate il tuorlo con un pizzico di sale, una macinata di pepe, la mozzarella sbriciolata, il parmigiano, la buccia del limone, la pancetta tagliata a dadini, e il prezzemolo. Suddividete questo composto in sei parti uguali.
Prendete ora ogni carciofo e scolatelo poi aprite delicatamente le foglie 
e farcite con il ripieno preparato.
Procedete nello stesso modo con tutti i carciofi.
Scegliete una pentola che possa contenere tutti e sei i carciofi tenendoli stretti fra loro e versate sul fondo due cucchiai di olio extravergine di oliva. 
Disponete i carciofi nella pentola, irrorate con il brodo e coprite.
Cuocete per circa 30 minuti e serviteli caldi ma anche a temperatura ambiente.
Buoni anche il giorno seguente.


 

Questa mia ricetta è stata pubblicata su Free di marzo 2015

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